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I luoghi sacri e le cose che servono al culto devono essere «davvero degni, belli, segni e simboli delle realtà celesti» (Ordinamento generale del Messale Romano, OGMR, 288).

Con la loro bellezza le vesti sono chiamate a conferire “decoro” alla celebrazione, la cui dimensione estetica non è da trascurare: «Signore, è bello per noi stare qui» (Mt 17,4). Le vesti fanno parte dell’universo articolato dei “segni”, senza i quali la liturgia non può in concreto esprimersi. L’uso di paramenti diversi nella stessa celebrazione indica la diversità dei ministeri, poiché «nella Chiesa, corpo mistico di Cristo, non tutte le membra svolgono lo stesso compito» (OGMR 335). Fra questi, la veste propria della celebrazione eucaristica è la casula per il vescovo e i presbiteri mentre il diacono indossa la dalmatica.

Da quando Ernesto Porri ha aperto il negozio Il Campanile, era il 7 luglio del 1989, ha sempre svolto una ricerca per individuare materiali, decori, disegni e modelli di casule che si ispirassero alla nobile dignità suggerita dalla Sacrosanctum Concilium. Nelle riproduzioni musive o affrescate dell’ alto medioevo numerosi sono le raffigurazioni con vescovi o presbiteri che indossano la “paenula” o casula, e proprio quelle forme e quei decori sono stati il sentiero da percorrere nel proporre ai clienti casule uniche e importanti.

La prima sperimentazione avvenne per l’ingresso in Diocesi di S. E. Mons. Giacomo Barabino , quando Ernesto Porri ideò un ternario composto da Casula per il celebrante principale, due casule per i primi concelebranti e piviale per il primate di Liguria S. E.za il Cardinale Giovanni Canestri. Da quel giorno l’idea di realizzare dei parati unici si è sempre più rafforzata.

In occasione del 200° anniversario della nascita del Card. Meglia, nativo di Santo Stefano al Mare e della nostra Diocesi, su incarico del Parroco di San Stefano Mons. Umberto Toffani, Il Campanile di Ernesto Porri con la sempre attenta e precisa collaborazione della ditta Gamma di Felisi in Valgiano provincia di Lucca, ha provveduto a trasformare il frammento di scultura dell’ VII – IX secolo inserito nel basamento dell’Altare della vetusta e bellissima cattedrale di Ventimiglia, in un leggiadro ricamo a fili d’oro e d’argento nelle varie gradazioni.

Il ricamo eseguito, , interamente a macchina, con tecniche moderne è servito per confezionare due tipi di casula e un piviale.

Per la circostanza del bicentenario il piviale è stato ulteriormente impreziosito dallo stemma proprio del Cardinale Pierfrancesco Meglia.

Il lavoro ideato da Il Campanile di Ernesto Porri ed eseguito magistralmente dalla Gamma di Felisi sembra abbia raggiunto l’obbiettivo di unire il bello con la semplicità.

 

 

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